Doppia cittadinanza e banche, una brutta relazione

Globes ha pubblicato, lo scorso fine settimana, un articolo sulle pretese insensate fatte dalle banche a cittadini con doppia cittadinanza titolari di conto corrente.

Nel articolo si racconta di richieste di dichiarazione di possesso di cittadinanza a persone che non ne erano in possesso, richieste di ribonificare all’estero dei soldi per poi farli rientrare nuovamente, richiesta di certificazione dell’origine dei soldi da parte di compagnie di accounting con cui il cliente non aveva mai avuto alcuna relazione. Tutte richieste che, qualora soddisfabili, comportavano comunque esborsi significativi.

Tutte queste richieste sono l’effetto (non voluto, probabilmente) di una circolare emessa un paio d’anni fa dalla Banca d’Israele nella quale si richiedeva alle banche di esercitare una sorveglianza più stretta sull’origine dei capitali di cittadini stranieri.

La richiesta è legata anche al fatto che alcuni paesi come Stati Uniti e Sud Africa, abbiano siglato con lo stato d’Israele accordi bilaterali per lo scambio di informazioni fiscali allo scopo di identificare evasori fiscali.

Le banche stesse non hanno particolare interesse a venir additate dopo che hanno subito multe salatissime da parte delle autorità americane per aver assecondato, e talvolta consigliato, evasori fiscali con doppia cittadinanza.

Non ci risulta che connazionali abbiano avuto problemi particolari, ma saremmo curiosi di sentire da voi racconti su richieste insensate ricevute in filiale.

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