Legge sugli affitti: alcuni chiarimenti

La legge è stata approvata dalla Knesset e sarà quindi operativa a breve. Possiamo ora avere informazioni certe sui tempi definiti dalla legge per la manutenzione e la divisione dei costi.


Innanzitutto i costi: l’inquilino è responsabile per la manutenzione ordinaria, l’arnona, i costi condominiali e le bollette delle utenze (gas, corrente, acqua, telefono..). Il proprietario è responsabile per l’assicurazione sulla casa, manutenzione straordinaria e pagamenti verso terzi.

Questo vuole dire, ad esempio, che se il proprietario non paga un installatore per un lavoro di manutenzione straordinaria, questi non può farsi pagare dal inquilino.

Per quel che riguarda le cauzioni, non possono essere superiori ai 3 mesi di affitto e possono essere incassate solo al termine del affitto solo se ci sono danni all’appartamento che non vengono riparati dal inquilino (con 30 giorni di tempo per sistemare i danni), se c’è un ritardo nel pagamento degli affitti o se l’inquilino non libera per tempo l’appartamento.

Questo significa anche che il proprietario non avrà più titolo per richiedere il deposito di assegni in bianco a copertura delle utenze (elettricità, acqua, gas, vaad habait) perché a termini di legge non ne è responsabile e come tale non potrà essere coinvolto nel caso di morosità. Per lo stesso motivo, all’entrata in vigore della legge, assegni depositati presso il proprietario o suoi rappresentanti dovrebbero venir immediatamente restituiti agli inquilini.

Ed arriviamo alla manutenzione. Un appartamento il cui sistema elettrico ed idraulico non sia a norma non è considerato abitabile e come tale il proprietario è tenuto a sistemare i problemi entro 30 giorni da quando viene informato (sempre consigliato usare una raccomandata).

Se i danni sono tali da rendere materialmente impossibile vivere nel appartamento il proprietario ha solo 3 giorni per intervenire. Se non lo fa l’inquilino può procedere personalmente e detrarre le spese dal canone d’affitto. Ovviamente è consigliabile chiamare almeno un paio di professionisti e farsi rilasciare un preventivo scritto a prova che non si è speso più del necessario.

Altri difetti che rendono inabitabile l’appartamento sono la mancanza di ventilazione e luce naturale e la mancanza di una porta principale con serratura.

La legge, come approvata, inoltre dichiara nulle nei contratti in essere tutte le clausole per le quali il proprietario declina la responsabilità per difetti del appartamento scoperti successivamente la firma del contratto.

Nella legge come era stata proposta era presente anche una regola per la quale i contratti sarebbero dovuti essere di almeno 3 anni durante i quali il proprietario non avrebbe potuto aumentare il canone d’affitto. Purtroppo questa regola è stata eliminata e non è stato previsto alcun limite alla crescita del canone d’affitto.

Possiamo solo sperare che in una prossima revisione venga aggiunta anche questa regola.


Post aggiornato per includere un chiarimento riguardo gli assegni depositati presso il proprietario a garanzia delle utenze.

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