Raggiunto l’accordo per la chiusura del aeroporto di Herzliyah e l’espansione di quello di Haifa

L’aeroporto di Herzliyah deve chiudere, lo si sa da tempo, ed al suo posto verranno costruite 7-10mila appartamenti. Fino ad oggi, però, non era chiaro dove sarebbe stato trasferito e tutte le località che erano state identificate come possibili destinazioni avevano protestato.

In contemporanea l’aeroporto di Haifa soffre per una pista di decollo troppo corta, per la presenza nelle vicinanze di infrastrutture militari che ne impediscono l’espansione e ne riducono gli orari di operatività fino al punto che l’unica compagnia aerea che usava l’aeroporto in maniera regolare ha annunciato che, in assenza di cambiamenti radicali, sposterà i voli sul Ben Gurion.

L’accordo raggiunto ieri tra ben 6 organismi statali segna la fine di entrambi i problemi. Le basi militari si sposteranno a Karmiel, liberando terreno e rendendo l’aeroporto esclusivamente civile. Le operazioni di Herzliyah si sposteranno ad Haifa ed una una nuova pista verrà costruita per le operazioni della scuola di volo in modo che questa non interferisca con le operazioni dell’aviazione commerciale.

Lo spazio liberato ad Herzliyah verrà usato per la costruzione di un nuovo quartiere per circa 10mila appartamenti (anche se l’amministrazione municipale già protesta e chiede di non superare i 7mila). Ad Haifa lo spostamento delle infrastrutture militari libererà spazio anche nel centro città e lungo la costa lasciando spazio a nuovi appartamenti ed alberghi.

Il progetto di utilizzo del terreno liberato dall’aeroporto di Herzliyah.

L’espansione del aeroporto di Haifa, poi, permetterà di operare più voli e più a lungo nella giornata, creando quel terzo aeroporto internazionale per il paese che potrà contribuire significativamente al settore turistico ed industriale di Galilea e Golan.

Lo spostamento, infine, delle basi militari a Karmiel darà un ulteriore impulso alla città che già ora può beneficiare della nuova linea ferroviaria.

A beneficiare di questo accordo sarà anche la città di Tel Aviv che vedrà liberato per usi civile il terreno attualmente occupato dal museo dell’esercito che si trova in prossimità del quartiere Neve Tzedek, uno dei più ambiti per le nuove costruzioni.

Ovviamente tutti questi spostamenti impiegheranno anni per esser completati ma già il fatto che sia stato trovato l’accordo è un buon inizio.

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